Il campanile: Le fasi finali

I lecchesi tengono sott occhio l intera esecuzione dei lavori. La fasciatura delle impalcature in legno caratterizzano dal 1902 al 1904 la veduta del campanile: sono le impalcature necessarie per il completamento della cella campanaria e della cuspide.
Per poter reperire i fondi necessari per il completamento dell opera, vengono istituite numerose iniziative proposte da un apposita commissione. Una di queste fu di aumentare da 3 a 5 centesimi di lire il contributo per l uso della sedia in chiesa.
Mano a mano che i lavori progrediscono in altezza, viene liberata la parte inferiore, svelando progressivamente la parte sommitale del campanile, che raggiunge unaltezza di 96 metri.
A livello architettonico, è possibile osservare come diversi elementi del neo-gotico, dalla scelta della pianta ottagonale, alla cuspide e alle balconate in aggetto su esili colonne, siano ricollegabili al campanile di San Nicolò. Del tutto originale appare invece, nell intervento dell ingegner Gattinoni, l uso del mattone a vista inquadrato nelle lesene di granito.
Terminati i lavori di costruzione, si poneva ora un nuovo problema: quello delle campane. A quell epoca, i tempi dei lecchesi erano scanditi dai rintocchi del campanile della vicina chiesa di Santa Marta, poichè il concerto di quattro (o forse cinque) campane dell antico campaniletto della basilica necessitava di interventi di riparazione.

Il campanile dopo la posa della croce - 1903
Il campanile oggi
Una delle prime fotografie scattate dal campanile - 1904

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